Carried interest nel Regno Unito: il nuovo regime fiscale dal 6 aprile 2026
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Effetti e novità del nuovo regime fiscale
Gli effetti per residenti, expatriates e soggetti non residenti
Dal 6 aprile 2026 il Regno Unito ha modificato in modo sostanziale il trattamento fiscale del carried interest, ossia la partecipazione ai risultati del fondo riconosciuta ai professionisti che svolgono attività di investment management.
Il nuovo regime, introdotto dal Finance Act 2026, colloca il carried interest interamente nell’ambito dell’Income Tax. Il provento viene trattato, attraverso una specifica finzione normativa, come profitto derivante da un’attività commerciale e può essere assoggettato anche ai contributi di Class 4 National Insurance, quando applicabili. (GOV.UK)
La riforma riguarda le persone fisiche che ricevono carried interest quando sono fiscalmente residenti nel Regno Unito oppure quando il provento è collegato ad attività di investment management svolte sul territorio britannico. Può quindi interessare anche expatriates, manager trasferiti all’estero e soggetti che lavorano tra più giurisdizioni.
Come precisato da HM Revenue & Customs nella documentazione sulla riforma, il cambiamento richiede una revisione delle strutture esistenti, della posizione fiscale dei beneficiari e dei sistemi utilizzati per documentare l’attività svolta nel Regno Unito e all’estero. (GOV.UK)
Come veniva tassato il carried interest prima della riforma
Prima del 6 aprile 2026, il trattamento fiscale dipendeva dalla natura del carried interest e dalle condizioni previste dalla normativa britannica.
Il carried interest che non rientrava nella disciplina dell’income-based carried interest poteva essere assoggettato alla Capital Gains Tax. Dal 6 aprile 2025, l’aliquota applicabile a questa categoria di carried interest era stata portata al 32%, come indicato dalla misura ufficiale Carried interest: rates of Capital Gains Tax. (GOV.UK)
Le somme che, per caratteristiche economiche e durata degli investimenti, risultavano maggiormente assimilabili a una remunerazione per l’attività di gestione potevano invece essere già trattate come reddito.
La durata di detenzione degli investimenti era quindi rilevante anche nella disciplina precedente. Un periodo breve poteva indicare che il rendimento fosse più vicino a una success fee o a una remunerazione per i servizi prestati che a un effettivo ritorno collegato alla performance di lungo periodo del fondo.
Dal 6 aprile 2026 questa distinzione perde gran parte della propria funzione. La natura dei rendimenti realizzati dal fondo non determina più direttamente la qualificazione fiscale del carried interest ricevuto dal manager.
Il carried interest diventa un trading profit
Il nuovo regime si applica quando una persona fisica svolge, direttamente o indirettamente, investment management services in relazione a uno schema di investimento e riceve, nell’ambito degli stessi accordi, una somma qualificabile come carried interest.
Ai fini fiscali, la persona viene considerata titolare di un’attività commerciale e il carried interest, al netto delle sole deduzioni espressamente ammesse, viene trattato come profitto di tale attività.
La qualificazione come trading profit è contenuta nel Finance Act 2026 ed è illustrata nella documentazione governativa dedicata al nuovo regime fiscale del carried interest. (legislation.gov.uk)
Si tratta di una qualificazione fiscale autonoma. Non significa necessariamente che il beneficiario sia un lavoratore autonomo sotto ogni altro profilo giuridico, né che il carried interest diventi automaticamente una retribuzione da lavoro dipendente.
La normativa introduce infatti un deemed trade, vale a dire un’attività commerciale considerata esistente ai fini dell’imposizione. Il carried interest viene quindi tassato come trading income, salvo il possibile coordinamento con altre disposizioni applicabili ai redditi di lavoro o agli strumenti finanziari collegati a un rapporto lavorativo.
Quali somme possono rientrare nella definizione di carried interest
La nuova disciplina considera carried interest, in termini generali, una somma collegata ai profitti di uno schema di investimento quando il diritto al pagamento dipende dall’esistenza di profitti sugli investimenti, il suo importo varia in misura sostanziale in funzione di tali risultati e anche il rendimento degli investitori esterni dipende dall’andamento dello schema.
Può rientrare nella definizione anche una somma attribuita sotto forma di prestito, anticipo o allocazione di utili, quando le sue caratteristiche economiche corrispondono a quelle del carried interest.
Le definizioni e le condizioni applicabili sono contenute nel Finance Act 2026. La precedente bozza legislativa pubblicata dal Governo britannico può essere utilizzata come supporto interpretativo, ferma restando la prevalenza del testo definitivo approvato dal Parlamento. (legislation.gov.uk)
La normativa distingue inoltre il carried interest dai normali rendimenti derivanti da un autentico co-investimento, quando il manager investe capitale proprio e riceve un rendimento coerente con condizioni di mercato.
Un importo sostanzialmente garantito, rispetto al quale non esiste un rischio significativo di mancata maturazione, potrebbe invece dover essere analizzato secondo altre categorie reddituali.
Income Tax e Class 4 National Insurance
Dal 6 aprile 2026 il carried interest rientra nell’ambito dell’Income Tax ed è soggetto anche ai contributi di Class 4 National Insurance, quando dovuti.
Le aliquote dell’Income Tax dipendono dal livello complessivo del reddito e dalla parte del Regno Unito nella quale il contribuente è fiscalmente residente. Le aliquote applicabili possono essere consultate nella pagina ufficiale Income Tax rates and Personal Allowances.
Le aliquote e le soglie relative alla National Insurance sono invece pubblicate da HMRC nella pagina Rates and allowances: National Insurance contributions.
Per il periodo fiscale 2026-2027, un contribuente assoggettato all’aliquota aggiuntiva del 45% e al 2% di Class 4 National Insurance sui profitti eccedenti la soglia superiore potrebbe subire un prelievo marginale indicativo del 47% sul carried interest non qualificato.
Questa percentuale non rappresenta tuttavia un’aliquota autonoma. Il risultato effettivo dipende dal reddito complessivo, dalla posizione contributiva, dalla residenza fiscale e dalla quota di carried interest che possiede i requisiti per essere considerata qualificata.
Il qualifying carried interest
La riforma conserva un trattamento ridotto per il qualifying carried interest.
Il beneficio non consiste nell’applicazione di un’aliquota fiscale separata. Quando una parte del carried interest è qualificata, soltanto il 72,5% di quella componente viene incluso nei trading profits imponibili. La parte non qualificata viene invece inclusa integralmente.
Il funzionamento del moltiplicatore del 72,5% è illustrato nella pubblicazione ufficiale Revised tax regime for carried interest ed è disciplinato dal Finance Act 2026. (legislation.gov.uk)
In termini semplificati:
Base imponibile = carried interest non qualificato + 72,5% del carried interest qualificato
La percentuale di carried interest che può essere considerata qualificata dipende dall’Average Holding Period, abbreviato in AHP, dello schema di investimento.
Come funziona l’Average Holding Period
L’Average Holding Period rappresenta la durata media di detenzione degli investimenti ai quali è collegato il carried interest.
Il calcolo non consiste in una semplice media dei mesi. La durata di ciascun investimento viene ponderata in base al relativo valore investito. Gli investimenti di maggiore dimensione esercitano quindi un peso superiore sul risultato finale.
Le soglie sono previste dal Finance Act 2026 – Schedule 11:
Average Holding Period | Carried interest qualificato |
Inferiore a 36 mesi | 0% |
Da 36 a meno di 37 mesi | 20% |
Da 37 a meno di 38 mesi | 40% |
Da 38 a meno di 39 mesi | 60% |
Da 39 a meno di 40 mesi | 80% |
Almeno 40 mesi | 100% |
Un esempio pratico
Si consideri un carried interest pari a £100 e un AHP compreso tra 38 e 39 mesi.
In questo caso il 60%, pari a £60, è qualifying carried interest, mentre il restante 40%, pari a £40, è non-qualifying carried interest.
La base imponibile sarà quindi:
£40 + 72,5% di £60 = £83,50
Il beneficio non riduce direttamente l’aliquota fiscale, ma riduce la parte del carried interest sulla quale vengono applicate l’Income Tax e, quando dovuti, i contributi di Class 4.
Quando il carried interest è interamente qualificato e il contribuente è soggetto al 45% di Income Tax e al 2% di Class 4, l’incidenza marginale teorica è pari a circa il 34,1%:
72,5% × 47% = 34,075%
Il risultato può essere differente per un contribuente fiscalmente residente in Scozia o quando i contributi di Class 4 non risultano applicabili.
Le strutture costituite prima del 6 aprile 2026
Il nuovo regime si applica al carried interest che sorge dal 6 aprile 2026, anche quando il fondo, il piano di incentivazione o gli accordi contrattuali sono stati costituiti in precedenza.
La data di entrata in vigore è indicata nella pagina ufficiale Reform of the tax treatment of carried interest e nel Finance Act 2026. (GOV.UK)
Non è quindi prevista una protezione generale, o grandfathering, fondata esclusivamente sulla data di costituzione della struttura.
Questo non significa che qualsiasi diritto economico già esistente venga automaticamente tassato secondo il nuovo regime. L’elemento decisivo è il momento nel quale il carried interest viene considerato fiscalmente arising, ossia sorto in capo al beneficiario.
La determinazione di questo momento può risultare complessa quando sono presenti distribuzioni differite, allocazioni di utili, anticipazioni, tax distributions oppure diritti detenuti attraverso partnership, società o altri soggetti.
Le carry structures esistenti devono quindi essere esaminate considerando il momento di maturazione fiscale, la documentazione contrattuale e il metodo attraverso il quale il carried interest viene attribuito o distribuito.
Il trattamento dei non residenti
La riforma può interessare anche una persona che, nel periodo fiscale in cui riceve il carried interest, risulta non residente nel Regno Unito.
La normativa considera il deemed trade esercitato interamente nel Regno Unito quando tutti gli applicable workdays sono UK workdays, interamente all’estero quando nessuno degli applicable workdays è un UK workday e in parte nel Regno Unito negli altri casi.
Quando l’attività è ripartita tra più Paesi, la componente imponibile britannica viene determinata attraverso il rapporto tra UK workdays e applicable workdays, secondo le regole contenute nel Finance Act 2026. (legislation.gov.uk)
Che cosa sono gli applicable workdays
Un applicable workday è, in termini generali, un giorno compreso nel periodo rilevante nel quale la persona svolge attività di investment management.
Il calcolo può comprendere anche attività svolte nell’ambito di accordi diversi da quelli che hanno prodotto lo specifico carried interest. La normativa adotta quindi una nozione ampia delle attività rilevanti.
Che cosa si intende per UK workday
Un giorno costituisce UK workday quando la persona trascorre nel Regno Unito più di tre ore svolgendo attività di investment management.
La registrazione dei soli giorni di presenza fisica potrebbe quindi non essere sufficiente. È necessario documentare anche la natura dell’attività e il tempo dedicato ai servizi rilevanti.
Agende professionali, registri di viaggio, e-mail, verbali e documentazione delle riunioni possono contribuire a ricostruire correttamente i giorni da includere nel calcolo.
Le limitazioni previste per il qualifying carried interest dei non residenti
Per il qualifying carried interest ricevuto da un soggetto non residente, alcuni UK workdays vengono esclusi dal numeratore utilizzato per determinare la quota imponibile britannica.
In particolare, le regole possono escludere:
- i giorni precedenti al 30 ottobre 2024;
- i giorni compresi in un periodo fiscale nel quale la persona era non residente e aveva meno di 60 UK workdays;
- alcuni giorni anteriori a un periodo continuativo di almeno tre anni fiscali di non residenza, in presenza delle condizioni previste.
Questi giorni possono rimanere applicable workdays e continuare quindi a essere inclusi nel denominatore, pur non aumentando il numeratore britannico.
Il funzionamento di queste limitazioni è illustrato nella risposta del Governo britannico sulla riforma del carried interest e disciplinato dal Finance Act 2026. (GOV.UK)
Un esempio semplificato
Un manager non residente ha svolto:
- 40 applicable workdays nel Regno Unito;
- 60 applicable workdays all’estero.
In assenza di esclusioni, la quota britannica sarebbe pari al 40%.
Qualora 10 dei giorni britannici rientrassero tra quelli esclusi dalle regole applicabili al qualifying carried interest, il calcolo della relativa componente diventerebbe:
30 UK workdays rilevanti ÷ 100 applicable workdays = 30%
I 10 giorni esclusi resterebbero nel denominatore, ma non verrebbero conteggiati come UK workdays nel numeratore.
Le convenzioni contro le doppie imposizioni
L’estensione del regime ai non residenti rende centrale l’analisi della convenzione contro le doppie imposizioni applicabile.
Secondo l’impostazione esposta nella risposta ufficiale del Governo britannico, una convenzione conforme ai modelli internazionali più diffusi dovrebbe consentire al Regno Unito di tassare i profitti attribuibili a una stabile organizzazione britannica del beneficiario. La conclusione deve tuttavia essere verificata sulla base della singola convenzione e delle circostanze effettive. (GOV.UK)
Un’ulteriore complessità deriva dalla possibile divergenza tra le qualificazioni adottate dai due Stati.
Il Regno Unito considera il carried interest un trading profit. Lo Stato di residenza potrebbe invece trattarlo come plusvalenza, reddito di lavoro, reddito finanziario o altra categoria prevista dal proprio diritto interno.
Questa divergenza può incidere sull’articolo convenzionale applicabile e sulla possibilità di ottenere un credito per le imposte pagate all’estero.
Non è quindi sufficiente verificare che il Regno Unito preveda un’imposizione. Occorre stabilire se la convenzione consenta tale pretesa e in quale misura lo Stato di residenza riconosca il relativo credito d’imposta.
Temporary non-residence
La temporary non-residence riguarda, in termini generali, le persone che lasciano il Regno Unito, diventano temporaneamente non residenti e successivamente vi rientrano, quando risultano soddisfatte le condizioni previste dallo Statutory Residence Test.
Secondo il Residence and FIG Regime Manual di HMRC, una persona può ricadere nel regime quando, dopo un precedente periodo qualificato di residenza britannica, trascorre all’estero un periodo di non residenza non superiore a cinque anni e successivamente torna a essere fiscalmente residente nel Regno Unito. (GOV.UK)
In presenza di tali condizioni, alcuni redditi e plusvalenze maturati durante il periodo trascorso all’estero possono essere tassati nel periodo fiscale del rientro.
Il Finance Act 2026 contiene una disposizione specifica per determinati carried interest gains sorti durante un periodo di temporary non-residence relativo al periodo 2025-2026 o ad anni precedenti.
La portata di questa disposizione non deve essere estesa automaticamente a qualsiasi carried interest ricevuto dopo il trasferimento.
Occorre distinguere il carried interest sorto dal 6 aprile 2026, soggetto alle nuove regole ordinarie e territoriali, dai gains relativi al carried interest sorto in periodi precedenti, ai quali può applicarsi la specifica disciplina transitoria della temporary non-residence.
Le date di uscita e rientro, i precedenti periodi di residenza e il momento in cui il carried interest è fiscalmente sorto devono quindi essere analizzati congiuntamente.
Il coordinamento con il regime FIG
Dal 6 aprile 2025, il precedente regime fondato sul domicilio e sulla remittance basis è stato sostituito dal regime Foreign Income and Gains, o FIG.
Il regime è accessibile, in linea generale, nei primi quattro anni di residenza britannica successivi ad almeno dieci anni fiscali consecutivi di non residenza.
Il beneficio non è automatico. Deve essere richiesto per ciascun periodo fiscale e per gli specifici redditi o gains che si intendono agevolare, come spiegato nella guida ufficiale HS266 – Foreign Income and Gains Regime. (GOV.UK)
La normativa sul carried interest prevede un coordinamento specifico con questo regime.
Per il qualifying carried interest può rientrare tra i qualifying foreign income il 72,5% dei qualifying profits attribuibili alla parte del deemed trade considerata esercitata fuori dal Regno Unito.
Per la componente non qualificata, la disciplina può riconoscere come foreign income la foreign pre-arrival proportion, determinata considerando gli applicable workdays precedenti all’arrivo nel Regno Unito che non costituiscono UK workdays.
Il beneficio FIG non riguarda quindi necessariamente l’intera quota estera del carried interest. Il risultato dipende dalla parte qualificata e non qualificata, dai workdays rilevanti, dal periodo precedente all’arrivo e dalla corretta presentazione della richiesta.
Perché l’Overseas Workday Relief non è il criterio principale
L’Overseas Workday Relief, o OWR, è una disciplina collegata principalmente ai redditi di lavoro dipendente svolto in parte all’estero.
Il carried interest, nel nuovo regime, viene invece trattato come trading profit di un’attività commerciale presunta.
La ripartizione territoriale deve quindi essere effettuata applicando le regole specifiche sul carried interest, basate sugli applicable workdays e sugli UK workdays, e non utilizzando automaticamente il normale meccanismo dell’OWR.
La distinzione tra il regime FIG e l’Overseas Workday Relief emerge anche dal Residence and FIG Regime Manual di HMRC, che tratta separatamente la relief sui redditi di lavoro dipendente esteri. (GOV.UK)
Un nuovo residente potrebbe beneficiare del regime FIG sulla componente ammessa dalla normativa, ma deve presentare una richiesta coerente con la qualificazione del carried interest come profitto commerciale.
Dichiarazione fiscale e pagamenti in acconto
Il carried interest soggetto al nuovo regime dovrà normalmente essere dichiarato attraverso il sistema di Self Assessment come trading profit.
Il nuovo trattamento non introduce, in via generale, un’automatica applicazione del PAYE o un obbligo generalizzato per la società di gestione di trattenere l’imposta come se il carried interest fosse uno stipendio.
Possono tuttavia esistere situazioni nelle quali intervengono separatamente le regole sul reddito di lavoro o sugli employment-related securities. La qualificazione deve quindi essere verificata sulla base della struttura concretamente utilizzata.
L’Income Tax e la Class 4 National Insurance relative al carried interest possono inoltre incidere sui payments on account, calcolati sulla base della responsabilità fiscale del periodo precedente.
Le indicazioni dichiarative di HMRC devono essere monitorate attraverso gli aggiornamenti ufficiali, tra cui l’Agent Update di HM Revenue & Customs. (GOV.UK)
Le informazioni che le strutture di asset management devono raccogliere
La riforma colpisce direttamente le persone fisiche, ma richiede anche ai fondi e alle società di gestione di predisporre informazioni adeguate.
In particolare, diventa opportuno documentare:
- il momento nel quale il carried interest sorge;
- l’Average Holding Period e il valore degli investimenti;
- gli applicable workdays e gli UK workdays;
- la residenza fiscale e le convenzioni applicabili.
È inoltre necessario distinguere la componente qualificata da quella non qualificata, ricostruire i periodi precedenti all’arrivo nel Regno Unito e identificare eventuali giorni esclusi per i beneficiari non residenti.
Il Governo britannico ha riconosciuto che le imprese di asset management dovranno implementare sistemi e procedure capaci di fornire ai beneficiari informazioni accurate sul carried interest ricevuto, come indicato nella pubblicazione Revised tax regime for carried interest. (GOV.UK)
Una verifica da effettuare prima della distribuzione
La riforma del carried interest non produce soltanto un possibile aumento del carico fiscale. Modifica la categoria reddituale, la determinazione della fonte e il coordinamento tra residenza, attività svolta e convenzioni internazionali.
Per le strutture già esistenti occorre verificare quando il carried interest viene fiscalmente considerato sorto e quale percentuale possa essere qualificata.
Per expatriates e non residenti è necessario ricostruire con precisione gli UK workdays, gli applicable workdays e la presenza di una possibile stabile organizzazione.
Per i nuovi residenti deve essere valutato il rapporto con il regime FIG, evitando di assimilare il carried interest al normale reddito da lavoro dipendente ai fini dell’Overseas Workday Relief.
Un’analisi preventiva consente di chiarire il trattamento prima della distribuzione, ridurre il rischio di doppia imposizione e predisporre una documentazione coerente tra il Regno Unito e lo Stato di residenza del beneficiario.
Il presente contributo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza fiscale o legale. L’applicazione della disciplina richiede l’analisi degli accordi di carried interest, della struttura del fondo, della residenza fiscale e delle attività svolte dal singolo beneficiario.
Fonti ufficiali
Per la redazione del contributo sono stati consultati il Finance Act 2026, la pubblicazione di HM Revenue & Customs sulla riforma del carried interest, la guida dedicata al nuovo regime fiscale del carried interest, la risposta del Governo britannico alla consultazione, la guida HS266 sul regime Foreign Income and Gains e il Residence and FIG Regime Manual.